Porta De Missore

FAMIGLIA COLONNA

Porta de Missore

 

La famiglia Colonna è una storica casata patrizia romana, tra le più antiche documentate dell’Urbe ed una delle più importanti nel Medioevo. Uno dei suoi motti è: Mole sua stat, ossia “sta fermo sul suo peso”, “sta fermo sulla sua grandezza”.

Le origini dei Colonna attraverso i conti di Tuscolo vorrebbero farsi tradizionalmente risalire sino alle Gens Iulia. Nella genealogia fatta stilare nel Magna Familia Colonna dal cardinale Girolamo Colonna, patriarca di Venezia, tra gli stipiti della famiglia compaiono Gaio Mario e Giulio Cesare per poi risalire da lì alla Gens Romilia e conseguentemente ad Enea, figlio di Anchise e di Venere.
Il primo ascendente accertato della dinastia ritenuto, senza fondamento storico, discendente dalla Gens Anicia, fu il potentissimo senator romano Teofilatto, membro degli Optimates Romani, forse figlio di Gregorio Nomenclator e Apocrisario della Corte Pontificia, che ebbe una parte di rilievo nelle vicende legate a Papa Giovanni VIII. Da costui e dalla moglie Teodora, nacque Marozia, reputata al tempo la donna più potente della penisola, che per cupidigia instaurò in Roma quel regime detto pornocrazia di cui essa fu l’artefice, per assoggettare a sé l’intera penisola, riuscendoci per due decenni grazie alla sua politica matrimoniale, che la portò ad essere concubina di papi e moglie di re, tra cui Alberico duca di Spoleto e Camerino, il marchese Guido di Toscana ed il conte Ugo di Provenza, poi re d’Italia.

Secondo una tradizione non verificata, il loro nome deriverebbe dalla colonna Traiana, presso la quale i Colonna avrebbero avuto la loro dimora avita. In realtà, il loro nome deriva da un loro possedimento: il castello del paese Colonna, situato sui Colli Albani, che la famiglia possedeva fin dall’inizio dell’XI secolo.

È noto l’incontro tra Napoleone e il Principe Colonna avvenuto a Parigi, in cui l’imperatore, incuriosito dalla storia della famiglia chiese al principe stesso notizie intorno alla veridicità della leggenda: questi gli rispose sorridendo che così voleva la tradizione romana da 1800 anni.

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